CRONACA DI UNO SCRICCIOLO, DI UN GUARDIANO DEL FARO E DEL SUO GATTO

di Andrea Miraval

Cronaca emblematica, sotto molti aspetti una ripetizione di ciò che successe in tante altre isole disseminate per il Pacifico anche se con tempi molto più rapidi. Ciò che è quasi unico è che in questo contesto la causa dell’estinzione fu unica e ben identificata, anziché un insieme di concause come spesso avviene. La causa dell’estinzione degli Scriccioli di Stephen Island (Traversia lyalli) , è bene chiarirlo subito, furono i gatti ferali dell’isola (Inizialmente si pensava un singolo gatto, Tibbes, di proprietà del guardiano del faro,  ma oggi si è rivalutato lo scenario considerando una popolazione rinselvatichita di più esemplari) che fecero rapida ecatombe di questi piccoli Passeriformi inabili al volo. Non sono note altre cause.

Prima di parlare dei fatti è opportuno inquadrare lo scenario procedendo per step.

LA NUOVA ZELANDA

Questa terra formata da 2 isole principali ed una moltitudine di isole secondarie, e nel complesso grande come l’Italia, è stata teatro di una delle più grandi estinzioni di fauna autoctona della storia, soprattutto e di gran lunga a carico deli Uccelli insulari. Non soltanto i famosissimi Moa (ricordiamo 9 specie tutte estintesi in tempi storici) o l’altrettanto famosa Aquila di Haast (Hieraaetus moorei), tutte specie estintesi prima dell’arrivo dei coloni europei ed i cui autori furono i Maori, ma anche un nugolo di Passeriformi (tra cui l’incredibile HuiaHeteralocha acutirostris in cui i due sessi presentavano becchi profondamente differenti che assolvevano a funzioni alimentari differenti), Scolopacidae, Rallidae, Ardeidae…una strage, questa invece operata direttamente o indirettamente dai coloni inglesi, soprattutto nel XIX secolo.

A vedere le immagini di tutti questi Uccelli estintisi piange davvero il cuore, soprattutto a pensare cosa sarebbe potuto essere oggi la Nuova Zelanda, popolata da Uccelli giganteschi, aquile altrettanto enormi e tantissime specie strane e peculiari. La strage non si è fermata agi uccelli ma ha compreso anche un Pipistrello, 3 specie di Sauri (gechi e scinchi), 2 specie di Rane e 1 specie di pesce di acque interne (una sorta di Temolo).  La caccia ma soprattutto l’introduzione di Specie alloctone le cause. Per un piccolo continente isolato privo di specie di Mammiferi tranne pipistrelli, 2 introduzioni hanno rappresentato un autentico cataclisma biologico. Il Cervo (Cervus elaphus), e il Tricosuro volpino (Trichosurus vulpecula). Il primo ovviamente dall’Europa, insieme fra l’altro anche a Wapiti, alci, daini, cervi sika ed altre specie di origine esotica, a metà del XIX per motivi venatori (la caccia al cervo in Nuova Zelanda è ancora oggi attività praticata). La seconda specie, il Tricosuro, invece proviene all’Australia, è un marsupiale arboricolo appartenente alla Famiglia dei Falangeridi ed è estremamente adattabile e opportunista. La strage di specie autoctone non fu causata sol da questi 2 ma altri comprimari: Ermellini, cani, gatti oltre al Ratto polinesiano (Rattus exulans) già introdotto dai Maori. Oggi il governo neozalendese sta procedendo alla eliminazione dal territorio di alcuni tra questi alloctoni a difesa del poco rimasto, tra cui il Kiwi e il pappagallo terricolo Kakapo sono decisamente le punte di diamante.

STEPHEN ISLAND

E’ un isolotto posto nel punto più settentrionale di un dedalo di isolotti chiamato Marlborough Sounds. L’arcipelago è di origine continentale ed è di fatto un insieme di colli e valli sommerso dalle acque del mare sia per bradisismo delle terre che per innalzamento del livello del mare. L’isola è in gran parte ricoperta da erba anche se in qualche punto è presente boscaglia cespugliosa. L’isola è oggi famosa in tutto il mondo per essere santuario del celebre Tuatara (Sphenodon punctatus), uno dei “fossili viventi” piu conosciuti e ultimo rappresentante di un Ordine di Rettili, i Rincocefalidae

Ne rimangono circa 30000 e sono causa di grande orgoglio ed attrazione turistica.  Nell’isola vi è anche un grande faro bianco che divenne operativo nel 1894. Questo bel faro è coprotagonsta, o meglio fa da sfondo, alla storia perché il suo guardiano aveva un gatto di nome TIbbles che a partire dal 1894 fece estinguere in pochissimo tempo lo Scricciolo di Stephen island. Questo è quello che ancora si racconta sull’isola, creandole intorno un’aura di leggenda per cui un solo gatto ha fatto estinguere per sempre una specie. Ma è andata cosi? Ricostruiamo step by step la vicenda, cominciando dal guardiano del faro.

DAVID LYALL, IL SUO GATTO TIBBLES ED IL RICONOSCIMENTO DELLA NUOVA SPECIE

Di Davi Lyall guardiano del faro poco è tramandato se non che avesse occhio naturalistico, avesse un gatto di nome Tibbles, che fu l’unico europeo a vedere in vita lo scricciolo e per avergli dato il nome che definisce la specie che appunto è Traversia lyalli (Traversia è invece dedicato a Henry Travers, naturalista, collezionista e tassidermista neozelandese. A lui è stato dedicato anche un altro uccellino che abbiamo trattato nelle Cronache, la Balia melanica delle Isole Chatman – Petroica traversi, salvata in extremis da Don Merton allorquando erano rimasti solo 5 esemplari, un’unica femmina old blue, ed anche questa specie quasi sterminata da ratti e gatti introdotti in quelle isole).

A David una volta insediatosi nel 1894 come guardiano del faro inaugurato quell’anno il suo gatto TIbbes portava in dono, abitudine comune tra i gatti, dei piccoli uccellini dal becco lunghetto e di colore marroncini. Osservando soprattutto la conformazione delle ali, particolarmente corte e denuncianti inabilità al volo, David rimase sorpreso e spedì una spoglia a Walter Buller, giurista e famoso Ornitologo che immediatamente riconobbe la spoglia per una Nuova Specie sconosciuta alla Scienza.

Ne fece una pubblicazione sulla rivista Ibis. I suo nome non compare perché se vogliamo la sua scoperta gli fu “scippata” dal duo Travers   Rotschild. Il punto è che, visto lo stato della carcassa ricevuta, non fu in grado di classificarla esattamente richiedendo altri esemplari a Lyall (la sua classificazione è giunta dopo e troppo tardi). Però Travers pagava meglio di Buller e, venuto a sapere dello strano uccellino inabile al volo di Stephen Island offrì a David Lyall ampi compensi per ogni spoglia recapitata.

E cosi fu che Buller non ricevette piu nulla mentre Travers ben 9 esemplari ed altri a seguire. Travers, resosi conto dell’importanza della scoperta che definiva non solo una specie ma forse un Genere totalmente nuovo, mando le spoglie a Walter Rotschild, celebre zoologo inglese che descrisse e pubblicò nel Bullettin of British Orntithologist un articolo nominando la nuova Specie e Genere Traversa Lyalli. A questo punto si doveva descrivere la specie in vita, la sua biologia, il suo comportamento…e Rotschild spedì Travers a osservarla. Nel 1895 Travers e 3 assistenti batterono l’isola di Stephen Island in lungo e in largo senza osservare alcun esemplare. Era Febbraio. In Marzo il quotidiano The Press riporta che  “ci sono ottime ragioni per credere che l’uccello non si trovi più sull’isola e, dato non si sa se esita da alte parti, apparentemente si è del tutto estinto. Questa è probabilmente una performance da record in termini di sterminio.” I motivi li scrive Lyall a Buller nel febbraio “i gatti sono diventati selvaggi e stanno facendo una triste strage  tra tutti gli uccelli”.  Guardiamo le date: dalla prima descrizione di Buller nel Luglio del 1894 alla scomparsa forse definitiva dello scricciolo secondo dichiarazione del quotidiano nel Marzo 1895 passano 8 mesi. In 8 mesi, forse qualcosa in più o forse addirittura in meno tempo, una fiorente popolazione di gatti rinselvatichiti lo aveva estinto. La storia di Tibbles come unico autore era stata smentita ma comunque i tempi di estinzione qui sono stati da record mondiale. Ma perché? La risposta è in cosa fosse realmente lo scricciolo di Stephen Island e le sue abitudini da quel pochissimo che sappiamo.

CHI ERA LO SCRICCIOLO DI STEPHEN ISLAND?

Siamo arrivati al protagonista. Il suo aspetto è ben noto e deriva da un certo numero di esemplari imbalsamati e derivanti da quelli spediti da Lyall a Buller e sopratuttto a Travers che, ricordiamolo, era anche abile tassodermista. Di aspetto somigliava a uno scricciolo ma è stato ascritto a un’altra famiglia, quella degli Acanthisittidae o Scriccioli australi, che comprende 6 specie, 2 delle quali ancora in vita e 4 estintesi, tutti cattivi o non volatori. Aveva piumaggio marroncino sul dorso e grigiastro (femmina) o giallastro (maschio) con tipico disegno a squame. Ali molto corte, sterno poco carenato e coda cortissima. Inabile al volo. Lunghi sui 7 8 cm sono stati avvistati due volte da Lyall che li ha descritti come rapidissimi sulle rocce e visibili al tramonto (Lyall sosteneva fossero quasi notturni). Non sappiamo altro ma qualcosa possiamo capire circa la rapidità della loro estinzione in quanto inabili al volo e parzialmente notturni o vespertini e quindi ottime prede di carnivori rapidi e notturni come i gatti. Fra l’altro resti di questa specie sono state rinvenute anche sulle isole maggiori a testimoniare un’estinzione più antica forze dovuta alle stesse cause.

CONCLUSIONI

Nonostante la fama relativa alla loro estinzione, divenuta perfino leggenda metropolitana internazionale con il gatto Tibbles protagonista (poi si è scoperto come detto che non fu lui l’unico a decretare la fine dello scricciolo ma una fiorente colonia di gatti rinselvatichiti), di come vivesse lo Scricciolo di Stephen Island sappiamo ben poco. La sua estinzione è una grande lezione però di come basti ben poco per estinguere una specie. Meditino tutti i padroni di gatti (anche io lo sono) dei danni che i loro morbidi felini possano causare alla microfauna selvatica quando lasciati vagare. La colonia felina di Stephen Island è stata sterminata nel 1925 a proteggere gli ultimi Tuatara che altrimenti avrebbero fatto fine simile.


Una replica a “CRONACA DI UNO SCRICCIOLO, DI UN GUARDIANO DEL FARO E DEL SUO GATTO

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