CRONACHE DI PIANTE RARE: LA PANTOFOLA (o SCARPETTA) DI VENERE (Paphiopedilum insigne)

Oggi parliamo di Orchidee e di una tra le più diffuse nelle nostre case/serre e belle Specie (una ne ho anche io, mai più rifiorita), detta Pantofola di Venere per il suo tipico labello (anche il nome del Genere formato dalle parole greche Paphia – cioè Afrodite – e pedilon – cioè sandalo, sta a significare la stessa cosa). Orchidea un tempo più facile a coltivarsi in casa rispetto ad oggi perché non ama le temperature troppo elevate e per cui una casa non riscaldata (come erano un tempo) è ambiente più confacente per lei e le sue magnifiche fioriture. Del resto il Genere Paphiopedilum appartiene al gruppo delle cosiddette Orchidee da Clima Freddo, che vogliono un abbassamento delle temperature durante il periodo invernale per fiorire con maggiore facilità. Nonostante la sua diffusione mondiale come Orchidea di coltivazione, in Natura non se la cava benissimo ed è considerata In Pericolo di Estinzione dalla IUCN.

Allegata scheda Status in Natura e come coltivarla anche per contribuire alla preservazione della specie….. MA COLTIVARE SOLO SOGGETTI NATiIE CRESCIUTI IN SERRE E NON PRELEVATI IN NATURA (vedi dopo).

DIFFUSIONE

Il Paphiopedilum insigne cresce sugli affioramenti calcarei dolomitici vicino alle cascate e in leggera ombra in India (Pradhan 1976). In Cina cresce in luoghi ricchi di lettiera su pendii erbosi e rocciosi o in foreste di latifoglie sempreverdi (Liu et al. 2009).

Il Paphiopedilum insigne è sottoposto a numerose minacce, in particolare la raccolta spietata per il commercio regionale e internazionale (la maggior parte delle località viene rapidamente spogliata e alcune di esse sono già estinte), lo sfruttamento per scopi orticoli, il degrado dell’habitat dovuto ai disturbi umani, il calpestio e la deforestazione.

COMMERCIO

Il Paphiopedilum insigne è una pianta ornamentale molto richiesta ed è ampiamente raccolta per uso commerciale per l’orticoltura, il commercio interno e internazionale. La specie ha importanza nella produzione di ibridi.

CONSERVAZIONE

Tutte le specie di orchidee sono incluse nell’allegato B della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES). Tutte le specie Paphiopedilum sono elencate nell’Appendice I della CITES. Tutte le specie di Paphiopedilum in India sono protette dal Wildlife Protection Act of India secondo l’Allegato VI e quindi la raccolta e la propagazione illegale sono vietate. Tuttavia, questa legge e le forze dell’ordine non sono rigide (GoI 2002). Ci sono stati programmi di conservazione lanciati in Cina per salvare questa specie. Inoltre, si raccomandano le seguenti azioni per proteggere il Paphiopedilum insigne: Gli esemplari coltivati ​​dovrebbero essere usati nel commercio e nella fornitura di mercato al posto delle piante selvatiche. Avviare la conservazione a lungo termine basata sulla comunità per proteggere l’habitat e le specie. Protezione dell’habitat, soprattutto da raccolta, calpestio e disboscamento. Recinzione dei siti vulnerabili e gestione simpatica delle sottopopolazioni isolate. Sono necessari programmi di monitoraggio per monitorare lo stato delle sottopopolazioni esistenti. Aumentare la consapevolezza del pubblico. Protezione degli individui viventi della specie attraverso la legislazione e la protezione legale che vietano agli individui di raccogliere o scavare la specie. Conservazione ex situ: propagazione artificiale, reintroduzione, raccolte di semi. Monitoraggio e sorveglianza delle sottopopolazioni e dei siti esistenti. Stimare le dimensioni della sottopopolazione e studiarne le dinamiche.

SUGGERIMENTI PER LA COLTIVAZIONE DOMESTICA

Temperatura: la temperatura invernale non dovrà essere superiore a 5-10 °C, se si vuole cercare di ottenere la fioritura.

Luce: buona, al riparo dal sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare regolarmente durante tutto l’anno, facendo attenzione che il terreno sia umido e non saturo di acqua. L’umidità ambientale deve essere innalzata mettendo le piante su terrine riempite di ghiaino mantenuto sempre bagnato. Anche lavaggi e spruzzature del fogliame potranno risultare graditi.
Substrato: composto da fibra di osmunda, sfagno e terra da giardino in parti uguali.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: in estate somministrare concime liquido ogni due settimane. Si procede al rinvaso ogni uno o due anni tra febbraio e maggio.

Moltiplicazione

Si possono moltiplicare a febbraio, prima della ripresa vegetativa, per divisione dei rizomi, facendo attenzione che ogni porzione presenti il numero massimo di gemme e rinvasando immediatamente gli esemplari ottenuti. Le nuove piantine dovranno essere annaffiate con moderazione e tenute alla temperatura di 21 °C, con una buona umidità ambientale fino a quando non avranno dato segno di avere attecchito, producendo nuovi germogli.

Da IUCN e Agraria.org


Lascia un commento