L’ERYOPS

Di Andrea Miraval

Periodo: Dal Carbonifero Superiore al Permiano Inferiore (300 – 280 Milioni di anni fa)

Questa Cronaca paleontologica ci porta in tempi antichi, in quell’ultimo periodo dell’Era Paleozoica noto col termine di Permiano. Discendenti diretti dei primi Tetrapodi Stegocefalidi del Carboinifero, ciò che una volta erano definiti come i Primi Anfibi, ma con cospicue differenze dagli Anfibi odierni, i Temnospondili presentano un grande raggruppamento di Tetrapodi anfibi presente con alcune forme tarde fino al Basso Cretaceo addirittura, originatasi nel Basso Carbonifero e durato quindi per ben 110 milioni di anni. Insomma, un Ordine di Anfibi peculiare di grande successo per quei tempi. I Temnospondili comprendevano forme le più varie, da animali simili a coccodrilli ad altri che somigliavano a salamandre. Presentavano numerose caratteristiche comuni, tra cui crani con strane creste e fosse che erano fittamente vascolarizzate per aumentare gli scambi e soprattutto eliminare i ristagni di CO2 nel sangue. Inoltre, sempre a livello cranico, erano presenti dei solchi canaliformi chiamati solchi sensoriali che correvano intorno alle narici ed alle cavità oculari e collegati con un sistema di Linea Laterale che, come per i pesci odierni, svolgeva la funzione di rilevare vibrazioni in acqua. Erano infatti Tetrapodi Anfibi e, qualche specie completamente acquatica. Per quanto vengano raffigurati simili a grosse salamandre, in realtà presentavano delle caratteristiche proprie, come non si trovano in nessun altro anfibio odierno, tra cui la presenza di artigli alle dita sia delle zampe anteriori che posteriori (in numero rispettivamente di 4 e 5 come nella maggioranza degli Anfibi moderni), la presenza di piccole squame (non in tutte le specie) sulla porzione dorsale del corpo fino al collo, la presenza di piastre cornee di dimensioni cospicue nella parte inferiore del corpo e talvolta sul dorso, con funzioni protettive. Le teste erano massicce con ossa tabulari nella parte anteriore del cranio che talvolta si risolvevano in corna. In qualche caso erano presenti anche delle zanne molto sviluppate sia carico della mascella inferiore che superiore. Insomma, un aspetto assai differente a quello dei moderni Anfibi, che peraltro da un cospicuo numero di Paleontologi sono considerati i loro diretti discendenti. La caratteristica saliente e più importante che presentavano tutte le specie appartenenti a questo Ordine è la struttura delle vertebre. Normalmente il corpo centrale della vertebra è unico ed è chiamato Centro, ma nei Temnospondili era suddiviso in un Intercentro e un Pleurocentro.

A questo Grande Ordine di forme incredibili apparteneva uno dei più famosi Anfibi preistorici insieme al Diplocaulus, l’Eryops.

LA TERRA AI TEMPI DELL’ERYOPS

Era una Terra Antidiluviana, con la presenza di un unico Supercontinente detto Pangea nel Basso Permiano. Il Clima inizalmente temperato freddo, si riscaldo gradualmente rendendo molte zone del supercontinente più calde ed anche abbastanza umide, per quanto sempre soggette a variazioni e meno costanti che nel Carbonifero. La Fauna Terrestre era soprattutto rappresentata dagli Artropodi e, quali Vertebrati, dagli Stegocefali, sorti nel Carbonifero, parzialmente terrestri ma legati all‘acqua per la riproduzione. Gli Stegocefali erano i diretti discendenti di Pesci Crossopterigi Ripidisti che già presentavano pinne pettorali con un asse osseo centrale che nelle forme più evolute era già articolato in un omero e radio/ulna. Queste forme massicce e probabilmente non rapide nella locomozione terrestre erano pronte al grande balzo, trasformandosi in specie più compiutamente terrestri, alcune in grado anche di predare all’inseguimento sulla superficie. Peraltro i Temnospondili, questa nuova genia di Anfibi più evoluti, preferivano di gran lunga la caccia d’agguato, al pari dei moderni anfibi e preferibilmente nel mezzo acquatico dentro al quale attendevano il passaggio delle prede, acquatiche o terrestri che fossero, comportandosi cioè come peculiari coccodrilli anfibi (in assenza di quelli veri e dei più antichi Fitosauri). Tra queste nuove forme uno dei meglio conservati e quindi conosciuti era l’ERYOPS MEGALOCEPHALUS. Era un bestione ragguardevole, molto piu grande dei suoi antenati Stegocefalidi, raggiungendo infatti la lunghezza di 3 metri (gli esemplari più grossi conservati). Il cranio era enorme, compatto (da cui la sinonimia megealocephalus che appunto significa testa enorme) e raggiungeva la lungezza di 60 cm pari a quasi 1/3 l’intera lunghezza corporea. La bocca pure smisurata, da grande predatore quale era appunto l’Eryops, con denti triangolari e rivolti all’indietro con la funzione di trattenere le prede scivolose una volta catturate. Chiaramente era assente qualsiasi attività masticatoria al pari dei moderni Anfibi predatori e la preda scivolava nell’incavo buccale mediante morsi progressivi abbinati ad avanzamento del predatore, fino alla completa deglutizione. Rispetto agli antenati Stegocefali, molti Temnospindili presentavano zampe robuste, sorrette da cinti altrettanto sviluppati. Questo indica una forte tendenza alla vita sulla terraferma. Peraltro, la dentatura e la costituzione delle ossa indicano che l’acqua era un elemento naturale per la vita di questi enormi predatori. Inoltre, la postura di inserzione degli omeri, lateralmente rispetto al corpo, e la relativamente breve lunghezza degli arti, indica che la locomozione sulla terraferma fosse piuttosto lenta. Dovevano quindi essere animali che vivevano in ambienti paludosi di piana, indicato ciò anche da altri fossili abbinati, negli stessi giacimenti. L’Eryops quindi pur amando soggiornare sulla terraferma, operava una caccia di agguato nelle basse acque di palude, o di laghi e fiumi, mimetizzato anche dalla torbidità di quelle acque. Le sue prede erano in maggioranza Pesci Sarcopterigi di dimensioni cospicue ed anche Tetrapodi di media taglia. Non entrava quindi in competizione con i Pelicosauri dell’Epoca, se non marginalmente, anzi era probabilmente preda del superpredatore dell’Epoca, il Dimetrodonte, soprattutto gli individui giovani. Agli artisti piace raffigurarli insieme in scene di predazione, del resto oltre che coevi vivevano in ambienti simili, legati all’acqua, pur essendo il Dimetrodon un pieno ed affermato predatore compiutamente terrestre. Fossili di entrambe le specie sono state rinvenute negli stessi giacimenti in Texas, Pennsylvania e Messico settentrionale. L’Eryops visse tra il Tardo Carbonifero e il Basso Permiano (trai 300 e i 280 Milioni di anni fa), sopravvivendo quindi alla Glaciazione che avvenne tra i 2 Periodi. Si riconosce un’unica specie di Eryops, di cui nel 1941 è stata scoperta una mummia che ha rivelato che il corpo fosse ricoperto di piccole e fitte squame.  L’Eryops come tutti gli Anifibi generava larve acquatiche, dotate probabilmente di branchie, i cui resti sono stati pure scoperti. Non si sa invece se deponesse uova o direttamente larve non metamorfosate, al pari di molti Urodeli moderni.

Nella cultura popolare, come detto, l’Eryops è abbastanza conosciuto ed è anche rappresentato al Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda.

BIBLOGRAFIA

Jump up to: a b Rinehart, L. F.; Lucas, S. G. (2013). “Tooth form and function in temnospondyl amphibians: relationship of shape to applied stress” (PDF). New Mexico Museum of Natural History Bulletin. 61: 533–542.

R. R. Schoch. 2013. The evolution of major temnospondyl clades: an inclusive phylogenetic analysis. Journal of Systematic Palaeontology


Lascia un commento