
Articolo tradotto ed adattato a partire dal Sito IUCN Top 50
Postato nel Gruppo omonimo FB in data 23 Novembre 2021
Località: Sardegna e Corsica
Poeticamente possiamo definirla come “il cespuglio che non ama essere calpestato altrimenti scompare“. Ciò è vero ma le cause della sua rarefazione in Sardegna e Corsica, fino a divenire Pianta (Classe Boraginales) Endangered secondo la IUCN , sono anche ben altre. Vediamo…..
Dove si trova?
Ad oggi sono note 14 sottopopolazioni di Anchusa crispa lungo le coste nord-occidentali della Sardegna e 6 in Corsica. L’AOO globale della specie è di 76 km2 (56 in Sardegna e 20 in Corsica). A. crispa predilige i luoghi soleggiati nella parte alta dei litorali sabbiosi (codice habitat 13.3: Dune di sabbia costiere). Cresce generalmente su sabbie grossolane e ghiaie e si trova spesso in prossimità di estuari all’interno di comunità di macchia termoigrofila dominate da Tamarix africana (5.3: Zone umide a predominanza arbustiva). Le specie concomitanti più comuni sono Elytrigia juncea, Glaucium flavum, Ammophila arenaria subsp. arundinacea e diverse altre annuali e biennali psammo-nitrofile.
Come riconoscerla?
L’Anchusa crispa è un’erba perenne biennale o di breve durata, raramente annuale, alta da 10 a 35 cm. Il fusto ramificato è eretto alla base e poi cadente, ed è ricoperto da lunghi peli eretti e rigidi. Le foglie sono lunghe 5-10 cm, lanceolate e ondulate-crispate. La fioritura avviene tra marzo e giugno; i fiori tubolari celesti o violacei (bianchi per la sottopopolazione sarda di Porticciolo) sono raggruppati in infiorescenze sciolte alterne. Le popolazioni della Sardegna sono oggi riferite a due diverse sottospecie, A. crispa subsp. crispa e A. crispa subsp. marittima. Lievi differenze sono state rilevate anche tra le popolazioni della Corsica occidentale e orientale: le indagini in corso probabilmente chiariranno se valga la pena di essere assegnate anche a sottospecie diverse.
Fatti interessanti
Le caratteristiche del substrato come profondità, ricchezza di nutrienti e umidità influenzano fortemente il vigore delle piante e la loro fertilità. I semi sono acheni che effettuano la dispersione a breve distanza dalle formiche (mirmecoria) e, occasionalmente, la dispersione a lunga distanza attraverso il passaggio del bestiame o scorrendo lungo i ruscelli locali. A. crispa può tollerare il calpestamento occasionale, ma scompare rapidamente in caso di eccessivo disturbo.
Perché è minacciata?
Il Ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell’Energia ha pubblicato un Piano d’Azione Nazionale ad hoc per la protezione dell’A. crispa. Questo piano fornisce una panoramica sull’ecologia, la distribuzione e lo stato della specie (ultimo aggiornamento: 2012), delinea alcuni strumenti per la sua protezione, riassumendo le migliori pratiche e le strategie più efficaci per la sua conservazione a lungo termine. Tra questi: la nomina delle autorità responsabili per i siti che ospitano le popolazioni, la redazione di regolamenti ufficiali per la protezione delle specie, la delimitazione del demanio marittimo, l’acquisizione dei siti in cui vive A. crispa, l’attuazione di un piano di gestione unico per tutti i siti, l’organizzazione e la pianificazione della conservazione ex situ, l’individuazione di siti idonei alla colonizzazione assistita, il rafforzamento delle popolazioni più minacciate, il miglioramento dei protocolli di monitoraggio, l’incoraggiamento di ulteriori indagini scientifiche, la aumento della consapevolezza pubblica e condivisione dei dati a livello nazionale, regionale e comunale. Finora la maggior parte di questi obiettivi non è stata ancora raggiunta. Per quanto riguarda la proprietà, il Conservatoire du Littoral (Cdl) è proprietario di una piccola parte del sito di Portigliolo, e ha recentemente acquisito la spiaggia di Capu Laurosu (SE di Propriano). Tra il 2016 e il 2017 il Cdl reciterà il sito con un muro in pietra per separarlo dalla strada adiacente, ripristinerà le aree spoglie dovute a passate attività motociclistiche attraverso tecniche di bioingegneria e impiantando piante autoctone, reciterà i nuclei con A. crispa e eliminerà la pianta aliena invasiva Carpobrotus edulis. Tutte queste azioni mirano a fermare la pressione antropica sul sito e dovrebbero favorire la sopravvivenza – e persino favorire la diffusione – della popolazione locale di A. croccante.
Questa pianta è stata recentemente valutata come minacciata di estinzione a livello regionale sia in Corsica che in Sardegna. Considerando i dati disponibili, A. crispa può essere classificata come EN (Endangered) a livello globale secondo i criteri della Lista Rossa IUCN B2ab(ii, iv, v), poiché l’AOO è pari a 76 km2, la popolazione è fortemente frammentata, la il numero di località è >5 ma la popolazione è fortemente frammentata e mostra un continuo declino in termini di superficie occupata, qualità dell’habitat e numero di piante mature. La superficie occupata da tutte le sottopopolazioni corse è inferiore a 5 ha; inoltre, tutti sono rappresentati da pochi individui, almeno tre (uno a nord del Golfo di Valinco e due sulla costa orientale) sono in forte diminuzione e un altro (a Campitellu) è scomparso nel 1999. Tutte le misure di conservazione che applicate fino ad ora appaiono del tutto inadeguate a invertire questa tendenza. Inoltre, la frammentazione delle popolazioni aumenta la loro vulnerabilità ai disturbi naturali o antropici. Tra il 1999 e il 2002 si sono verificate tempeste di vento eccezionalmente forti (codice di minaccia 11.4: Tempeste e inondazioni), che hanno causato ripetuti accumuli di quantità molto elevate di sabbia sulle coste dove crescono le popolazioni di A. crispa, e hanno provocato una forte diminuzione degli individui di diverse popolazioni. La specie è soggetta a diversi disturbi legati allo sfruttamento turistico della spiaggia, come il calpestio di pedoni, motocicli e veicoli, attività di campeggio, attività di “pulizia” delle spiagge (minaccia 6.1: attività ricreative), costruzione di sentieri e strade (minaccia 4.1: strade e ferrovie), rimozione manuale o chimica di impianti vicino a ristoranti (minaccia 5.2.3: persecuzione/controllo) e ritiro di sabbia (minaccia 7.3: altre modifiche dell’ecosistema). Inoltre, la costruzione di fossi in cemento lungo i bordi stradali (minaccia 7.2: Dighe e gestione/uso dell’acqua) vicino alle spiagge può rappresentare un’ulteriore minaccia per la sopravvivenza della specie riducendo l’apporto idrico complessivo sulle coste sabbiose.
Cosa è stato fatto per proteggerla?
Legalmente: le popolazioni corse di A. crispa sono giuridicamente protette a livello nazionale (decreto del 20 gennaio 1982, modificato il 31 agosto 1995): dal 1995, infatti, la specie è inclusa nel Libro rosso della flora francese minacciata
Livre Rouge de la Flore Menacee de France). In Sardegna la specie è stata recentemente valutata come In Pericolo nella Nuova Lista Rossa Italiana. A livello internazionale la specie è inclusa nell’Allegato I della Convenzione di Berna e negli Allegati II e IV della Direttiva UE 92/43 “Habitat” come specie prioritaria. Numerose popolazioni sarde ricadono all’interno del Parco Nazionale “Asinara” e del Parco Regionale “Porto Conte” o nei siti Natura 2000 ITB010001 “Isola Asinara”, ITB010042 “Capo Caccia e Punta del Giglio”, ITB010002 “Stagno di Pilo e Casaraccio”, ITB010004 “Foci del Coghinas”, ITB012211 “Isola Rossa – Costa Paradiso” e ITB010006 “Monte Russu”.
In situ: Diverse azioni di conservazione sono state realizzate tra il 1995 e il 1997 nell’ambito di un progetto LIFE intitolato “Conservation des habitats naturels et des espèces végétales d’intérêt communautaire prioritaire de la Corse”, focalizzato sulla protezione e il ripristino di alcuni habitat e la colonizzazione assistita dei siti di Fautea et Roccapina. Sfortunatamente, entrambe le piccole popolazioni non sono state in grado di stabilirsi e sono scomparse solo due anni dopo la fine del progetto. Molte popolazioni di A. crispa rientrano nei siti Natura 2000 FR9400594 (“Sites à Anchusa crispa de l’embouchure du Rizzanese et d’Olmeto”) e FR9400604 (“Station d’Anchusa crispa de Cannella”). Dal 2000 è stato effettuato un censimento di tutte le popolazioni, prima da parte di G. Paradis (dal 2000 al 2005), poi dal Conservatoire des Espaces Naturels Corses (CEN) dal 2006 al 2015. Il CEN ha anche cercato di proteggere alcune popolazioni della occidentale (cioè Cappicciolo e Portigliolo) e della costa orientale (Cannella). Solo la recinzione della spiaggia di Portigliolo ebbe molto successo, consentendo l’incremento numerico e la diffusione della popolazione locale. Al contrario, la recinzione in questi ultimi due siti è stata del tutto infruttuosa, tanto che nel 2015 la popolazione di Cappicciolo era già sull’orlo dell’estinzione.
Ex situ: i semi di A. crispa sono conservati in diverse banche del seme sia in Francia (Conservatoire Botanique National de Corse e Conservatoire Botanique National Méditerranéen di Porquerolles), sia in Italia (Banca del Germoplasma della Sardegna, Hortus Botanicus Karalitanus, Cagliari). Inoltre, alcune piante sono coltivate nei giardini botanici di Sóller (Maiorca), Porquerolles e Ginevra (Svizzera).
Quali azioni di conservazione sono necessarie?
In realtà è difficile fare previsioni sul prossimo futuro della specie in Corsica. Per quanto riguarda le popolazioni occidentali, quella di Cappicciolo sta scomparendo, mentre quelle di Cala Piscona e Portigliolo sono al momento stabili. La piccola popolazione di Capu Laurosu è prevista in ripresa grazie alle attività previste dalla Cdl. Le popolazioni della Corsica orientale sono in rapido declino (Favone) e/o l’idoneità allo spazio e all’habitat è gravemente compromessa (Cannella), per cui è urgentemente necessaria una colonizzazione assistita.
Scientific coordination
Dr. Guilhan Paradis, Ajaccio, France
Carole Piazza, Conservatoire Botanique National de Corse, Office de l’Environnement de la Corse, Corte, France
Giuseppe Fenu, Centro Conservazione Biodiversità, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi di Cagliari, Viale Sant’Ignazio da Laconi 11-13, 09123 Cagliari, Italy.
Donatella Cogoni, Centro Conservazione Biodiversità, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi di Cagliari, Viale Sant’Ignazio da Laconi 11-13, 09123 Cagliari, Italy.
Gianluigi Bacchetta, Centro Conservazione Biodiversità, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, and Hortus Botanicus Karalitanus (HBK), Università degli Studi di Cagliari, Viale Sant’Ignazio da Laconi 9 -11, 09123 Cagliari, Italy.
Da IUCN Top50




