Postato nell’omonimo Gruppo Fb il 31 Ottobre 2015
di Andrea Miraval

Questa piccola cronaca sembra un paradosso biologico. Un pesce ed un deserto infatti mal si conciliano. La cosa curiosa è che il nostro protagonista, il CIPRINODONTE DEL DIAVOLO (Cyprinodon diabolus) non è l’unico a vivere da quelle parti. Mi piace parlare delle storie relative al selvaggio west. Mi piace talmente che ne ho preparate 2, relative ad habitat abbastanza vicini geograficamente, anche se piuttosto dissimili. Gli americani chiamano questi pesci deserticoli PUPFISH, e sono Ciprinodonti, strettamente imparentati, anzi sono da considerarsi, con Killi. I Killi, o killfish, li abbiamo già trattati qui, constano di 1270 specie ascritte a differenti Generi. Diffusi un po’ in tutto il mondo, Europa compresa, si caratterizzano per le dimensioni mediamente piccole, per essere dulcacquicoli, per vivere poco e per affidare il destino della specie ad uova in grado di sopportare prolungati periodi di siccità, attitudine tipica di quelle specie i cui habitat sono sottoposti a periodiche fasi di disseccamento. Alcune specie sono inoltre cosi belle e colorate da essere oggetto di allevamento presso molti appassionati acquariofili di questo tipo di pesci, che per reperire nuove specie semplicemente si scambiano le uova usando normalissime buste postali!
I Pupfish, cosi chiamati dagli anglosassoni per la curiosa danza del corteggiamento del maschio e della femmina, che ricorda da lontano un gioco tra cuccioli (in inglese appunto pup), sono circa 120 specie diffuse in Nordamerica, Sudamerica (isole caraibiche comprese) primariamente e, con pochissime specie Nordafrica e Europa Meridionale. Sono quindi legati a diversi habitat, da quello tropicale a quello temperato. In Nordamerica ma hanno in comune la preferenza verso bacini ed invasi di modeste dimensioni e sottoposte a caratteristiche cosiddette estreme, dal grado di salinità alle temperature. Sono cioè organismi, come si dice, estremofili e, ogni specie, un endemismo puntiforme, cioè una specie che vive in un areale molto ristretto e non viene rinvenuta altrove. Le due cose, estremofilia ed essere endemismo puntiforme, sono spesso abbinate.
I Pupfish nordamericani (Genere Cyprinodon) sono in genere legati ad habitat deserticoli, a temperature anche estreme, soprattutto in Messico settentrionale, Arizona, Nuovo Messico, Nevada, Oklahoma, Texas e Bassa California. Alcune specie peraltro sono presenti anche in Florida, Belize e Isole Caraibiche, dove il clima è totalmente differente. Si è molto discusso circa l’Origine dei Pupfish deserticoli e si è stimata una relativamente recente origine comune per molte specie che una volta occupavano un grande lago che, disseccandosi, si è parcellizzato in una serie di invasi, anche profondi e in parte ipogei, di modeste dimensioni, dove ogni popolazione si è differenziata dalle altre, ha cioè speciato, producendo altrettante specie distinte, quali sono oggi.
Sono quindi tutte specie rappresentate ciascuna da un modesto numero di esemplari, ma se le altre ancora godono di discreta salute, nonché di un areale sufficiente, diversa è la situazione per il nostro Diablo. Il Cipronodonte del Diavolo già infatti parte svantaggiato. Vive infatti solamente nel Devil’s Hole, il Buco del Diavolo. Questo nome inquietante che odora di oscurità maligna e zolfo, è in realtà un buco nel deserto pieno di acqua, per usare terminologia semplice possiamo descriverlo cosi. Per usare termini più appropriati invece il Buco del Diavolo è un invaso geotermico all’interno di una caverna di calcare nel deserto di Amargosa, all’interno del Parco Nazionale della Death Valely, la famosisima Valle della Morte, Nevada. Si tratta di una fenditura nella roccia profonda 150 metri e larga 20 metri quadrati, ed il cui fondo non è stato mai mappato e quindi non si sa esattamente quanto si estenda sotto terra. Un posto assurdo in una delle aree più calde del pianeta, dove l’acqua arriva ad avere una temperatura di 34 gradi, è l’ossigeno disciolto è ai limiti della vivibilità..eppure anche lì c’è vita. Il superpredatore di questo minuscolo ed inospitale ecosistema è appunto il nostro pesciolino del Diavolo, che quindi è la specie con l’areale più piccolo al mondo (detiene anche un altro record purtroppo triste, come vedremo dopo). Si tratta di un pesciolino minuscolo non raggiungendo i 2 cm di lunghezza in cui i maschi durante l’epoca riproduttiva assumono una sontuosa livrea blu carico. È una specie che vive al massimo 1 anno con un decremento medio annuo, durante la primavera, di circa 1/3 della popolazione. Vive ad una profondità medi di 4-6 metri, spingendosi fino a 24 metri. Ma è a 4-6 metri che il nostro minuscolo pesciolino trova il suo alimento costituito esclusivamente da diatomee. L’abbondanza di diatomee dipende a sua volta dall’irradiamento solare e dalla presenza di nutrimento organico, tra cui il guano dei barbaganni, che periodicamente trovano albergo diurno e sito riproduttivo nella caverna prospiciente il crepaccio ripieno d’acqua, rappresenta la fonte più importante. Importante a tal punto che si sta studiando i rapporti tra la presenza dei barbagianni e densità di popolazione dei pesciolini. Infine è a 4-6 metri che i pupfish si accoppiano inscenando quella caratteristica danza e giochi a due, tipici del Genere.
STATUS:
La popolazione, già piccola, pare in forte declino a partire dagli anni ‘90, esattamente dal1997. Dai precedenti 300-500 esemplari medi rilevati in monitoraggi e censimenti effettuati a partire dal 1967, fino al 1996 le cose sono andate benino, la popolazione, data l’esigua lunghezza della vita dei soggetti, presentava delle oscillazioni numeriche importanti in rapporto alla stagione, ma comunque costanti, tali da mantenere la popolazione stessa oscillante tra i 300 ed i 500 individui. Nel 1996 ha inizio il progressivo declino. Nel 2004 171 individui contati, nel 2005 84 , nel 2006 solamente 38. a quel punto si sono messi in opera alcuni tentativi atti a rallentare, perlomeno, la diminuzione. Fu identificata una causa del declino della specie, nella eccessiva fluttuazione delle diatomee, loro naturale cibo, e cosi si stabilì di dare innanzitutto cibo supplementare. Il numero riaumentò gradatamente fino a raggiungere 126 individui. Purtroppo negli ultissimi anni si è assistito ad un nuovo progressivo declino fino ad arrivare nel 2013 ad uno spaventoso conteggio di 35 esemplari totale, rendendo il Ciprinodonte del Diavolo la specie più rara del Mondo. La cause di questa progressiva diminuzione non sono tuttora chiare. Si pensa ad eccessive variazioni nutrizionali, come detto, a qualche valore dell’acqua che, forse a causa di terremoti ipogei di media intensità, che sovente avvengono nella zona, si è modificato. Qualsiasi sia la causa siamo a numeri oggi davvero preoccupanti e la specie è davvero al limite dell’estinzione. In questi casi, la metodologia per assicurare futuro a questa specie circoscritta ad un unico areale ed in evidente segno di sofferenza è l’allevamento captivo di alcuni esemplari. Alcuni tentativi fatti nel passato fallirono, ma negli ultimissimi anni si è approntata la costruzione di acquari ed aree che imitassero perfettamente le condizioni di Devil’s Hole, dove poi sono state inserite alcune uova. Nel 2013 s è verificata la prima nascita in cattività di alcune larvette, 13 maschi e 16 femmine, che poco più di un anno dopo hanno iniziato a riprodursi, segnale questo splendido e speriamo foriero di maggiore ottimismo circa le sorti di questo piccolissimo e bellissimo pesciolino.


