Periodo Permiano Inferiore ca 290 Milioni di anni fa

di Andrea Miraval
Se il cranio non fosse articolato col resto del corpo sicuramente sarebbe stato attribuito a qualche altro animale…non si può dire altrimenti osservando lo scheletro di un Cotylorhynchus o del sardo Aleriasaurus, perché la sproporzione tra le dimensioni della minuscola testa ed il resto del corpo sono al limite del grottesco. Sono dei cartoni animati al contrario i Caseidae. Ricordo un mio professore di anatomia comparata che era appassionato dei Looney Tunes. Citava spesso delle battute, tipo “Non è stagione di caccia al coniglio” o, imitando alla perfezione l’odioso canarino, “Oh oh mi è semblato di vedele un gatto”, quando sopraggiungeva nella grande aula un ritardatario, facendo ridere tutta la platea. Una volta fece una disgressione anatomica, sostenendo che tutti, da Silvestro a Topolino in Natura non avrebbero avuto senso di esistere perché la loro testa e bocca erano grottescamente grandi rispetto alle dimensioni del corpo. Ecco per i Caseidae è il contrario, ma loro sono esistiti eccome e a lungo.
ORIGINE ED EVOLUZIONE
I Caseidae sono una Famiglia che, con qualche controversia ancora presente, è stata ascritta all’Ordine dei Pelicosauri. Il periodo è il basso medio Permiano, per intenderci circa 290.000.000 di anni fa, ben ben prima che il primo Dinosauro calcasse un’orma sulla terra fangosa. Del resto siamo ancora in piena Era Paleozoica mentre i Dinosauria comparvero nel medio Triassico, Era Mesozoica. Le foreste lussureggianti nel Permiano ripresero vigore dopo quel periodo della fine del Carbonifero, che ancora caratterizzò l’inizio del Permiano, nota col termine di Collasso della Foresta Pluviale a seguito di Glaciazione. Poi però gradualmente il Clima si riscaldò pur non raggiungendo mai i livelli del Carbonifero soprattutto relativamente al tasso di umidità che rimase generalmente su livelli più bassi, con alcuni parti del Supercontinente Pangea decisamente aride. Lo shock glaciale al confine tra i due Periodi accelerò i processi evolutivi a carico dei primi Tetrapodi con la definitiva affermazione di una Classe ormai totalmente indipendente dal mezzo acquatico per la riproduzione, i Rettili. In realtà la classificazione moderna considera diverse Classi, una volta accorpate nei Rettili ma che oggi non trovano motivo per rimanere in questo calderone. Una fra queste è quella dei Sinapsidi contraddistinti per presentare una finestra cranica temporale. Questa Classe di Vertebrati in realtà non si è estinta, in quanto oggi ha solo cambiato nome: Mammiferi. I Sinapsidi sono infatti i nostri diretti progenitori. Si dividevano in 2 Ordini Eupelycosauria e, successivi a questi, Therapsida. I primi furono appunto gli Eupelycosauria, suddivisi in 2 sottordini, uno formato da specie erbivore (Edaphosauria) e specie carnivore (Ophiacodontia e Sphenacodontia). I più famosi rappresentanti tra questi erano dotati di alte vele dorsali come appunto Edaphosaurus e soprattutto il Dimetrodonte, famosissimo protagonista anche di film sensazionalistici (ricordiamo tutti Viaggio al Centro della Terra, in cui due Dimetrodonti cattivissimi attaccarono la spedizione). L’altro sottordine comprendeva tutte e solo specie erbivore, I Caseidae appunto. Dal primo originarono i Therapsida e quini di Mammiferi, dal secondo, i nostri Caseidae, pare nulla, un ramo morto, evolutivamente parlando.
DESCRIZIONE E COMPORTAMENTO
I Caseidi erano esseri stranissimi. Lunghi fino a 7 metri, le forme più grandi (anche se la maggioranza delle specie erano lunghe circa 1 metro), presentavano toraci slargati, a forma di botte, con ampie costole quasi circolari, zampe robuste a tipica brachiazione laterale, code di lunghezza media, colli a sorreggere teste sproporzionatamente piccole rispetto al corpo, il loro marchio di fabbrica. Erano esseri goffi e probabilmente lenti nei movimenti, parevano possedere spiccate attitudini acquatiche o anfibie, come confermato da alcuni dettagli anatomici a carico del loro scheletro.
- Presenza di forame olfattivo (narici ossee) enorme, slargato a sorreggere un probabile organo olfattivo raffinato, che ben si adatta a specie che si alimentano in acqua
- Presenza di un diaframma osseo con funzione di regolare sapientemente la respirazione, bloccandola, quando l’animale era in immersione.
Questo insieme ad altre comparazioni fanno oggi propendere la maggioranza dei paleontologi per uno stile di vita anfibio, almeno per le specie di maggiori dimensioni. I Caseidi erano animali delle acque interne, legati ad ambienti paludosi, o al massimo di delta fluviali, dove potevano avere uno stile di vita simile a quello degli attuali Sirenidi, in particolare i Lamantini (Trichecus linneus). Li ho visti da una barcozza galleggiare immobili nelle basse acque lagunari e circondati da foreste di mangrovia in Belize. Mi colpì, soprattutto per gli esemplari più grandi, le dimensioni delle teste, sproporzionatamente piccole rispetto all’enorme corpaccione a botte. Certo non cosi piccole come quelle dei Caseidi, ma adattissime a brucare il fondo delle basse acque ed anche eventuali avvallamenti spesso molto ricchi di alghe e piante acquatiche. Forse i Caseidi facevano lo stesso, nuotando in modo simile alle moderne tartarughe palustri e cioè pagaiando con le zampe che dovevano essere palmate. La differenza era che i Caseidi potevano anche muoversi sulla terraferma e sicuramente lo facevano, magari alla ricerca di altre pozze d’acqua in cui nutrirsi. Magari alcune specie (specialmente quelle più piccole) avevano attitudini più terrestri o miste. Certo non avendo spine o corazze e dimostrando di non essere nemmeno veloci (a parte qualche specie che poi vedremo) potevano trovare rifugio proprio in acqua dall’attacco di qualche predatore. Il loro cranio presentava dentatura tipica da erbivoro assai simile a quella dei coevi Pareiasauri (che invece erano Anapsidi) e si protendeva superiormente in un rostro non differente da quello delle tartarughe.
LE SPECIE
Se ne contano parecchie, alcune rappresentate anche da un solo osso o porzione mandibolare. Di seguito le più famose.

- COTYLORHYNCHUS. Di gran lunga il Genere più conosciuto. I relativi resti fossili descrivono Specie massicce lunghe fino a 3 metri, dalle zampe impostate per funzionare come pagaie e dalla testa davvero ridicolmente piccola rispetto alle dimensioni del tozzo corpo. Erano sicuramente di stile di vita anfibia e sono stati rinvenuti in gran numero di resti in molte parti del Nord America. Si rinvengono in giacimenti del Basso Permiano.

ALIERASAURUS: Genere rappresentato da una sola specie (Alierasaurus ronchii) è un animale rinvenuto in Sardegna. Nel 2008 uno studente dell’Università di Pavia, durante uno scavo diretto dal Prof. Ausonio Ronchi, sul promontorio di Torre del Porticciolo (Alghero) trovò i primi resti di quello che, in seguito a successivi scavi, risultò essere il più grande Caseide mai rinvenuto, si calcola fino a 7 metri. Molto simile anatomicamente, a parte le dimensioni, al Cotylorhynchus. Anch’esso doveva avere forte propensione per una vita semiacquatica.

EOCASEA: è il più antico Genere, considerato l’Olotipo da cui sono derivati tuti gli altri. Lungo meno di mezzo metro, presenta testa più proporzionata e dentatura denotante alimentazione almeno parzialmente carnivora, a differenza di tutti gli altri che erano appunto erbivori obbligati. Era sicuramente specie terrestre.

CASEA: rinvenuto in Texas ed in Francia dimostra grande espansione. È un Genere considerato basale per descrivere l’intero Ordine. Lungo fino a 1.2 metri presenta appunto le caratteristiche tipiche con testa grottescamente piccola. Si disputa grandemente se fosse o meno acquatico. Certe sue caratteristiche anatomiche farebbero propendere per uno stile di vita acquatico, ma l’aspetto geologico dei luoghi di ritrovamento farebbero propendere invece per zone asciutte.


BIBLIOGRAFIA
- Interrelationships of basal synapsids: Cranial and postcranial morphological partitions suggest different topologies Article in Journal of Systematic Palaeontology 10(4):1-24 · December 2012 with 195 Read
- Stovall, JW et al. The Postcranial Skeleton of the Giant Permian Pelycosaur Cotylorhynchus romeri.
- Romano, M., Ronchi, A., Maganuco, S., and Nicosia, U. 2017. New material of Alierasaurus ronchii (Synapsida, Caseidae) from the Permian of Sardinia (Italy), and its phylogenetic affinities. Palaeontologia Electronica 20.2.26A: 1-27
- Reisz RR, Fröbisch J (2014). “The Oldest Caseid Synapsid from the Late Pennsylvanian of Kansas, and the Evolution of Herbivory in Terrestrial Vertebrates”. PLoS ONE. 9 (4): e94518. doi:10.1371/journal
